Racconti erotici - Leccate femminili
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Leccate femminili

Quella mattina Monica si recò nell'ufficio di Giusyper chiederle informazioni della riunione del mattino, ma Giusy era impegnata al telefono con un cliente.
Fra un attimo sarò da te sussurrò Giusy, tappando la cornetta affinché il cliente non la sentisse, invitando con i gesti la collega a sedersi dall'altra parte della scrivania.
Monica si accomodò e posò la pila di scartoffie sul tavolo, accese una sigaretta accavallando le gambe, in attesa che Giusy terminasse la conversazione.
Monica era entrata a far parte del team di Giusy da circa un anno e, da subito, avevano fatto amicizia riconoscendo l'una all'altra la capacità di completarsi in un rapporto di reciproca fiducia.
Giusy notò ancora una volta la bellezza della sua collega: capelli lunghi, castani, messi in risalto da un taglio sfilzato che conferivano alla capigliatura quella naturalezza scompigliata che Giusy amava, tanto da adattarlo anche ai suoi, corti, più sbarazzini.
Mentre Giusy era ancora al telefono ("accidenti, questo non mi molla più, oggi") Monica iniziò a perlustrare candidamente il suo corpo, accarezzando la pelle liscia delle gambe, controllando che non vi fosse peluria dimenticata dalla ceretta fino a risalire sulla coscia, dove risaltavano le balze delle sue autoreggenti.
Con un gesto rapido, Giusy mostrò le sue ed entrambi risero per quel giocoso modo di "parlare". Mentre faceva questo, Giusy notò uno sguardo diverso nella sua collega, perché mostrandole le balze ricamate non si era accorta di avere le gambe leggermente dischiuse e che il triangolo del suo perizoma colorato era visibile: un impercettibile movimento malizioso negli occhi della collega le fece capire che Monica ammirava il suo corpo e mentre cercava di tenere viva la conversazione, questa le si avvicinò di lato iniziando ad accarezzarle quel tratto di coscia scoperto, tra la balza e l'inguine...
Un brivido colse Giusy e per un attimo non seppe come reagire... non era mai stata approcciata da una donna anche se nel suo inconscio aveva vissuto qualcosa che assomigliasse a questo desiderio specialmente dal momento in cui Monica era arrivata nella sua azienda.
La mano di Monica percorse quel breve tratto di pelle spostandosi, poi, proprio al centro di quel pezzetto di stoffa colorato, dove il sesso di Giusy era in spasmodica attesa...
Faticava a mantenere la conversazione con il suo interlocutore telefonico, ma ormai la collega aveva centrato il suo clitoride attraverso la stoffa... non aveva più scampo...
Le dita di Monica erano sapienti, sapevano dove e come accarezzarla... e quel turgore voleva essere accarezzato, manipolato, stretto tra le dita... avrebbe voluto sentire la sua lingua lì sopra...
Monica le prese una mano mettendosela tra le cosce, pregando Giusy di regalarle lo stesso piacere...
Giusy capì che non poteva resistere oltre... voleva assaporare la lingua di Monica, voleva sentire il calore e la dolcezza di una donna...
Concluse la conversazione in fretta... prese la collega per mano, portandola direttamente alla toilette. Volevano entrambe un luogo dove potersi godere reciprocamente in piena libertà...
Chiusa la porta del bagno, Monica afferrò le mani di Giusy costringendola al muro... mani nelle mani... i loro corpi che aderivano perfettamente l'uno all'altro... la lingua dell'una che vibrava con l'altra... - ti voglio, adesso...- le sussurrò Monica, alzando i lembi della gonna di Giusy, posando la bocca aperta sul suo sesso, avida...
Le tolse il perizoma e il sesso di Giusy le si parò davanti agli occhi con quel monte di Venere a coprire la fessura di quel piacere che avrebbe goduto di lì a poco...
Iniziò con piccoli baci, piccoli colpi di lingua per farla aprire, per farle uscire gli umori dolci passandoci sopra l'indice che portò fino alla fessura, entrando dolcemente fino a quel punto rugoso interno alla vagina... un gesto così intimo...
Fino a che Giusy si aprì completamente... e la lingua iniziò a baciarla, ad avvolgerla in quel delirio erotico così intenso... si sentiva succhiata, portata via dal vento in riva al mare... le vennero in mente immagini di conchiglie, del sole, del calore che man mano le saliva su per le gambe... Monica la penetrava e la baciava insieme...
I flutti dell'orgasmo arrivarono quasi subito, immensi, ardenti, armoniosi e Giusy si sentì morire dal piacere...
Non aprì gli occhi subito e Monica iniziò a baciarle la bocca, regalandole il sapore di sé stessa che Giusy aveva assaporato solo nei suoi momenti solitari. Era diverso il suo sapore, adesso, mescolato a quello di Monica e con più ardore dentro. I due corpi di nuovo aderenti l'uno all'altro...
Mentre questo accadeva, Giusy avvertì il desiderio di accarezzare il sesso della sua amica iniziando ad accarezzarle il clitoride, riportandole il tocco che molte aveva regalato a sé stessa... Monica rafforzò il bacio, la lingua penetrava nella sua bocca come fosse un piccolo pene che Giusy leccò avidamente per appropriarsi ancora del nettare appena colto...
Giusy sentiva il clitoride di Monica divenire sempre più turgido, acclamava il suo desiderio di esplodere tra le sue dita... continuò per poco... Monica riempì la sua mano di umori pieni, densi, desiderati: le esplose completamente il suo miele...
Erano sfinite ma appagate, come se questo amplesso fosse stato desiderato dal primo momento in cui si erano viste... la prima volta ma non l'ultima...
Sapevano, adesso, che avevano rafforzato un sentimento puro di intimità al Femminile.
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