Racconti erotici - La strana amica
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La strana amica

Come tutti gli anni a settembre, Laura mi invita a casa sua per raccontarci tutto quello che è avvenuto in estate dalle avventure alle conquiste,
guardiamo le fotografie che abbiamo fatto, i film che abbiamo girato.
Siamo molto amiche, dai tempi del liceo, e tra di noi non abbiamo mai avuto alcun problema.
Quest'anno, per la prima volta, ha invitato Nadia, una ragazza che ha conosciuto in albergo e che ha trovato molto simpatica.
Laura le ha parlato molto bene di me, e lei ha insistito tanto perche' desiderava conoscermi...
Fin dalla prima volta che l'ho conosciuta, quella sera di circa un mese fa, Nadia mi ha ispirato strani pensieri...
Lei e' un "tipo": non e' bellissima; e' piccola, minuta, capelli neri corti, occhi grigio-azzurri; un paio di occhiali molto fini, che le danno un'aria da
intellettuale, un viso ed uno sguardo molto particolari.
Sicuramente, quella sera, credo che volesse fare colpo su di me...
Molto abbronzata, indossava una canottierina di seta bianca, un po' trasparente, molto fine ed elegante, senza reggiseno.
Avevo notato che, essendo un po' "piccolo", era un seno sodo, ritto, e spuntavano due capezzoli ben evidenti, come due nocciolini di ciliege...
E poi, i pantaloni di lino bianco, aderenti, mettevano in bella evidenza un sederino che, esaltato da un giro-vita sottile ed addominali perfetti, avevo definito "brasiliano"...
Solo a tarda serata, ero riuscita ad intravedere un microscopico perizoma bianco: un piccolissimo triangolino davanti ed un sottilissimo filo dietro...
Insomma: un tipino... in grado di far invaghire piu' di un uomo...
La mia prima impressione fu di una ragazza che voleva farsi vedere, mostrarsi, essere al centro dell'attenzione: insomma, una che se la "tira"...
Quindi, per il mio carattere, l'esatto contrario di quello che dovrebbe essere un'amica.
E poi, perche' vestirsi cosi' per una serata in casa con due amiche?
Invece, dopo che cominciammo a chiacchierare un po' per conoscerci, a tavola prima ed in salotto poi, capii che la mia era stata un'intuizione decisamente sbagliata.
Nadia insegna filosofia al liceo classico ed e' molto intelligente, molto perbene nel suo modo di fare, molto educata e gentile, credo anche un po' timida.
Non potevo certo immaginare che celasse una personalita' cosi' diversa da cio' che, in realta', voleva mostrare.
Nel corso di questo mese ci siamo frequentate spesso: usciamo insieme per andare al cinema, a teatro, a nuotare, a fare shopping.
Confesso che mi piace passare il mio tempo libero con lei e credo che, ormai, siamo diventate proprio amiche...
E giusto qualche sera fa, uscite dal cinema e sedute in un bar a bere qualcosa, mi aveva confessato il suo segreto: Sai, io sono...Tu mi piaci moltissimo... e credo di volerti bene."
Ricordo come mi sono sentita in quel frangente: confusa, incredula, emozionata.
Forse era un invito, che pero' in quel momento non avevo saputo o voluto cogliere.
Ieri era il mio onomastico e mi ha invitata a cena in un ristorantino, io e lei da sole.
La serata e' stata simpatica, abbiamo parlato e riso tutto il tempo.
Mi ha regalato un paio di orecchini bellissimi, che ho molto gradito, raffiguranti il mio segno zodiacale, che e' poi anche il suo: gemelli.
Forse, quando li ha visti, ha pensato ai gemelli come se fossimo io e lei, e ha deciso che quello sarebbe stato il suo regalo...
Al termine della piacevolissima serata, l'ho accompagnata a casa in macchina.
Prima di lasciarci, mi ha detto: "Ho seguito il tuo consiglio... Ieri, ho acquistato anch'io quel nuovo telefono dove vedi la persona con cui stai parlando... Se vuoi..."
Mentro ritornavo casa, ero combattuta da mille pensieri contrastanti.
Il significato delle sue parole mi era evidente... Poteva essere lo strumento per il nostro primo incontro "diverso", "particolare", forse il mezzo per rompere l'ultimo strato di ormai flebile resistenza che mi separa da Nadia...
Se voglio, posso mostrarmi a lei, come voglio io, come desidero io.
Forse e' piu' facile, per me, provare cosi'... per rompere il ghiaccio.
Ma si: ho deciso. Con questo pensiero fisso, appena entro in casa, la chiamo al telefono.
Mi sembra un po' sorpresa da questa mia chiamata cosi' repentina, ma sento che e' felice.
Mi dice che mi vede benissimo, che la luce e' giusta e che, in questa posizione, riesce a vedermi viso e busto. Fino al seno.
Mi sembra un invito. Fino al seno? Comincio a sbottonarmi la camicetta e mi sento invadere da un fremito incontrollabile.
L'idea di spogliarmi senza nessuno davanti, ma sapere che invece c'e'qualcuno che mi guarda, mi eccita terribilmente.
Ho voglia di essere nuda.
Nuda per lei, nuda per Nadia: ormai, sono proprio convinta...
Ho voglia di toccarmi dappertutto, lasciando che lei mi guardi.
Mi sono sempre spogliata davanti ad un uomo, mentre ora mi sto spogliando davanti ad una donna, mi sto spogliando per lei.
La camicetta scivola via, mi slaccio il reggipetto e lascio liberi i miei seni.
Sono grossi, molto piu' grossi dei suoi. So che li desidera: l'ho sorpresa diverse volte ad osservarli, di nascosto, credendo che non me ne accorgessi...
Mi accarezzo i capezzoli, bagnandoli della saliva con cui ho intriso le mie dita.
Mi pizzico vogliosa, arrossando la pelle dei seni.
Li stringo, in attesa di qualche commento. Non ne arrivano, ma so che e' li, che mi guarda.
Inizio a leccarmi i capezzoli... Mi stuzzico ancora. Finalmente la sua voce: "Prosegui! Non fermarti, ti prego... "
Sento un brivido assalirmi violento. "Prosegui!".
Mi alzo in piedi, e le mostro il mio perizoma nero: trasparente e ridottissimo, copre a malapena il centro del mio piacere.
Passo una mano sopra il tessuto, lentamente, indugiando volontariamente sul mio sesso.
Mi infilo il dito medio, lentamente. Sento i suoi commenti: "Si, cosi'... Sei bellissima..."
Mi siedo su una poltroncina e mi tolgo il piccolo perizoma; poi, divarico le gambe per mostrarmi meglio.
Arretro un po', in modo che mi possa vedere bene. Adesso sono tutta nuda davanti a lei; le gambe sono spalancate e le mostro il mio sesso; ho il perizoma in mano, lo passo sui seni, sul viso, lo annuso, lo lecco.
Il mio sguardo fissa un punto preciso, come per fissarla negli occhi.
"Oh fantastico ... sei tutta depilata... come piace a me..."
"Ti prego... infilati le dita, come se fossero le mie...".
La accontento: non desidero altro. Con l'indice ed il medio della mano sinistra, apro le grandi labbra umide, piu' che posso.
Lecco dolcemente due dita dell'altra mano e poi le faccio scorrere, piano, dentro di me.
Cerco di fare in modo che l'immagine le giunga completamente.
Le dita scivolano dentro, le faccio scorrere avanti ed indietro, lentamente, e divarico le gambe piu' che posso.
Dopo un po', ritraggo le mia dita bagnate, intrise del mio caldo orgasmo.
Sono venuta, e l'emozione di questo momento, di questa situazione, di pensare che sto facendo tutto questo per Nadia, mi riempie di una gioia profonda.
Vorrei farle gustare il mio sapore.
Appoggio le dita sulla bocca, lasciando che la lingua avvolga lentamente un dito per volta, leccandolo, ripulendolo del mio piacere.
La sento. Sento che osserva lo schermo, godendo del mio dono. Immagino le sue mani intrufolarsi nel suo sesso, mentre si accarezza piena di eccitazione e desiderio.
So che mi vuole; lei sa che, adesso, la voglio anch'io.
"Buona notte, Nadia!!!"
"Buona notte, tesoro... a domani..."
E da domani, credo che iniziera' qualcosa di nuovo, di meraviglioso, di fantastico tra noi due: ne sono sicura.
Che vada al diavolo Matteo e i suoi stress da lavoro; con il suo Milan alla domenica; con gli allenamenti di calcio e la palestra durante la settimana...
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