Come
sempre mi viene a prendere pee andare nell'appartamento
che cmi ha prestato un'amica per andare a fare
le maialate che facevamo sempre.
Il desiderio di entrambi è forte come la
smania di cominciare a giocare.
Gli ordino di andare in camera da letto, di denudarsi,
mettersi il collare ed aspettarmi accucciato a
terra.
Accendo una sigaretta, riempio un calice con spumante
fresco e mi siedo sul divano.
Volutamente lo lascio in attesa, di là,
nella stanza, perché il suo desiderio cresca
sempre più.
Trascorre un buon quarto d'ora, ma so che per
lui questo tempo deve sembrargli infinito.
Tolgo la gonna, la maglia e seminuda lo raggiungo
in camera.
Lui si accuccia ai miei piedi ed io lo accarezzo
tra i capelli prima di prenderlo sulle mie gambe,
e sculacciarlo come un bambino.
E' la punizione iniziale per avermi mentito.
Subisce, in silenzio, ma io sono furibonda, non
mi piacciono le bugie, e così prendo il
frustino, dopo avergli legato i testicoli con
una corda ed avergli serrato i polsi con delle
manette.
Comincio a colpire e stavolta vado più
pesante del solito, mentre lui mi ringrazia e
chiede "ancora Padrona"… Sa di
aver sbagliato, sa che questa volta forse non
è solo un gioco, che sto sfogando la mia
rabbia per la sua bugia, ma non mi teme.
Mi chiede di lasciargli un marchio, un po' restia
prendo la sigaretta e delicatamente la poso sulla
sua natica. "Non sento nulla, riprova…
per favore…" mi implora.
Un attimo di esitazione, non mi piace marchiare,
ma lo accontento e questa volta appoggio la sigaretta
e spingo fino a spegnerla... Il marchio è
riuscito.
Non un gemito, solo il sorriso di chi ha avuto
ciò che desiderava. "Grazie, questo
mi farà pensare a te per molto tempo".
L'eccitazione sale, prendo lo strap-on, e comincio
ad inserirlo cautamente...
Mi contrasta serrando le natiche, a questo non
resiste. Capisco che certi giorni sia più
stretto e non voglio esagerare, decido quindi
di lasciar perdere.
Lo accarezzo, lo tocco, prima di ficcargli in
bocca il pene di gomma, quello che si inserisce
nella mia cavità e gli ordino di penetrarmi.
Comincia piano piano, poi sempre più veloce...
Il mio umore scivola tra le gambe.. Sono al massimo
dell'eccitazione ed anche lui lo è...
Lo faccio sdraiare a pancia in su e mi siedo sulla
sua faccia, gli tolgo il pene di gomma dalla bocca
e gli ordino di leccarmi e contemporaneamente
masturbarsi. Gli impongo il ritmo usando il frustino
corto sui suoi capezzoli.... Il suo membro è
sempre più turgido, non vede l'ora, ma
io stringo la corda con cui avevo legato i testicoli…
Deve venire quando voglio io.
Mi faccio leccare ancora e solo quando sto per
raggiungere l'apice allento la stretta della corda
e gli concedo di godere. Tutto il suo desiderio,
la sua eccitazione, esplodono in pochi secondi
con uno spruzzo di piacere ed un urlo prolungato.
Lo guardo negli occhi, sempre uguali e sempre
adoranti, stavolta non sono stata leggera e me
ne rendo conto, così lo coccolo un po'
ma non lo perdono per la sua bugia...
Mi riaccompagna…
Sa che non l'ho perdonato; dice di amarmi, di
non poter fare a meno di me, ma una moglie ed
un figlio, tenuti nascosti, hanno rotto l'incantesimo
che c'era fra noi.
Ormai non ho più fiducia in lui. Peccato,
sarebbe stato perfetto… Questa è
stata l'ultima volta!!!
Forse…
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