Appena
rientrata da scuola mi diressi direttamente in
camera.
Dopo aver studiato andai in cucina a prendermi
qualcosa da mangiare, mentre scendevo scalza le
scale ,coperta dai soli shorts e canottina aderente
mi accorsi che in soggiorno si stava ridendo e
scherzando.
Aprii la porta per sentire di cosa parlavano quando
vidi che c'era un ragazzo oltre ai miei! Che vergogna!
ero mezza nuda,con gli shorts che scoprivano il
mio culetto di 14enne!
I miei ridendo fecero finta di niente e mi presentarono
Manuel,un vecchio compagno di università
del papà.
Lui però non riusciva a far finta di niente
e i suoi occhi cadavano sui miei seni e sulle
mie labbra.
Mi sentivo molto osservata e senza dire nula tornai
su.Mi vestii un pò meglio,jeans e maglietta
e tornai giù.
"Manuel resta qui a cena" disse mio
padre."Aiuta la mamma ad apparecchiare".
Così corsi in cucina ed aiutai la mamma.Di
tanto in tanto mi giravo verso la sala per vedere
cosa stavano facendo e puntualmente lo sguardo
di Manuel era puntato sul mio culo! Ero imbarazzata,ma
anche contenta di piacere ad un uomo "grande".
Manuel era alto e sotto la maglietta aderente
si vedeva un corpo molto muscoloso "deve
fare culturismo"pensai.
Venne ora di cena. Mamma e papà erano molto
felici e assieme a Manuel ridevano e scherzavano
come ragazzini delle medie!Ma tra un sorriso e
l'altro gli sguardi di Manuel si facevano sempre
più insistenti.
Mi sentivo a disagio.Finita cena tornai in cameretta
a prendere alcuni appunti e scese le scale dissi
"papà vado a studiare un'oretta da
Anna,domani abbiamo il compito di mate".
E il papà "ma è lontano,quando
avrete finito sarà buio".
A questo punto Manuel subentrò "Si
è fatto tardi. Anche io devo andare.
Se volete accompagno io Sandra dalla sua amichetta".
Io dissi di no,era lo stesso, ma mio padre acconsentì
e fui "costretta" ad andare con Manuel.
Mentre uscivamo e salutavamo i miei mi spogliava
con gli occhi.
Iniziavo ad avere paura, la sua auto era dietro
l'angolo e quando le fummo vicini,ormai lontani
dagli sguardi dei miei sentii arrivare una mano
sul mio culetto mentre lui diceva "forza
che si fa tardi!".
Tardi per cosa? mi dissi un pò spaventata.
Gli indicai la strada ma ad un certo punto quando
gli dissi di andare dritto all' incrocio, lui
sterzò bruscamente a sinistra lungo una
stradina buia,
"guarda che dovevi andare dritto" gli
feci notare arrabbiata.
Ma lui rispose che di li si faceva prima.
La strada si faceva sempre più buia, ci
stavamo allontanando molto dal centro quondo lui
svoltò lungo una strada ghiaiata e dopo
200m spense l'auto.
Mi stava guardando molto morbosamente, io spaventata
gli chiesi perchè si era fermato ma prima
che finissi la frase lui smontò dall'auto
velocemente, aprì la mia portiera e afferrandomi
per un braccio mi strattonò fuori dall'auto.
Caddi sui suoi piedi e mentre cercavo di rimettermi
in piedi piangendo semtii il rumore della lampo.
Tremavo all'idea di alzare lo sguardo, ero ancora
inginocchiata con le mani poggiate sulle ginocchia
e la testa bassa coi capelli lisci e neri che
coprivano il viso.
Percepii che si stava frugando nelle mutande,
mi afferrò violentemente i capelli obbligandomi
ad alzare lo sguardo: Il suo pene mezzo duro stava
lì,a 10 cm dalla mia faccia.
Era grosso, ne avevo visti solo su siti porno
dai miei amici maschi ma quello era veramente
grosso, la cappella violacea sembrava pulsare
in testa a quei 20-25 cm di carne.
Cercai di dimenarmi ma afferrandomi Per i capelli
con entrambe le mani mi puntò la cappella
sulle labbra, cercavo di opporre resistenza, ma
lui premendo con forza riuscì a violare
la mia bocca.
Sentivo la cappella sulla lingua,il suo sapore
,il suo odore, continuò a spingere finchè
metà era dentro di me, dentro la mia bocca.
Iniziò a farmelo entrare ed uscire, avanti
ed indietro sempre temendomi saldamente,con una
mano la gola ed il mento, con l'altra la nuca.
Continuò per un altro pò poi si
fermò cercando di spigerlo ancora più
dentro, cercai di spostarmi ma la sua risposta
fu di spingermi con le spalle e la testa contro
la portiera dell'auto.
Così ricominciò a penetrarmi la
gola, lo sentivo sempre più in profondità,
ormai la cappella era arrivata alla gola e almeno
altri 7-8cm erano ancora fuori.
Continuò a premere ed arrivarono i primi
conati di vomito, prontamente lui minacciò
"se provi a vomitarmi addosso giuro che dopo
te lo pianto in quel bel culetto e senza lubrificanti!"
L'idea mi terrorizzò, cercai di deglutire
e di trattenere i conati.
Lui mi suggerì "mentre spingo apri
la gola e deglutisci,vedrai che sarà più
facile".
Non so come ma con un colpo di reni me lo piantò
TUTTO in gola.
Credevo di morire soffocata, lo sentivo in gola
fin'oltre il pomo d'adamo.
Dopo alcuni secondi lo estrasse e io piangendo
cominciai a tossire e a sputare.
Mi afferrò i capelli e mi risbattè
contro l'auto piantandomi nuovamente il cazzo
in bocca.
Riprese a stantuffarmi la bocca,di tanto in tanto
un colpo più forte e me lo rimandava in
fondo alla gola.
Vedevo i suoi enormi testicoli sballonzolare avanti
ed indietro.
Pensai" che schifo non vorrà mica...".Sapevo
che il cazzo sborrava e questo mi faceva venire
da vomitare.
Continuava sempre più forte,lo sentivo
ansimare e la cappella pulsare sempre più
pesantemente.
"Ohhhh...Vengo!" urlò, mi strattonò
la testa piantandomelo ancora più in fondo
quando sentii un violento getto caldo andare dritto
giu in gola, seguito da un altro, poi un altro
ancora, sentivo questa sostanza densa e calda
invadermi la gola e dovetti deglutirla forzatamente.
Ritrasse il cazzo e continuò l'eiaculazione
in bocca riempiendomela completamente.
Finito mi obbligò a starmene li con la
bocca aperta piena del suo seme, prese una macchina
fotografica e mi fece una foto.
"Ingoiala tutta troietta".
"INGOIALA!" Così feci. Sentivo
quel seme vischioso schendermi giù per
la gola.
Mi venne da vomitare.
Si rivestì, io risalii in auto e mi riaccompagnò
dalla mia amica.
Sembrava passata un'eternità in realtà
erano stati solo 10 minuti.
Quando fummo a casa di SimonaMi disse "se
dici a qualcuno quello che è successo questa
foto farà il giro della città e
di Internet...Capito?" Annuii.
Scensi ed andai da Simonaa studiare.
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