Racconti erotici - Goduria in balcone
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Goduria in balcone

Katia stava a cavalcioni su una sedia in balcone a sferruzzare un maglione di lana.
Apparteneva alla nonna, sua maestra di tutto cio' che coinvolgeva un tessuto.
A gambe larghe sedeva, con una larga gonna guidata in modo da non coprire quei generosi e torniti pilastri d'alabastro, ma con la naturalezza di chi era in quella posizione per caso.
Sul balcone di fronte, due occhi profondi la osservavano attenti.
Il suo capo intimo preferito era la propria pelliccia, e le andava alla perfezione.
Si guardava la mattina allo specchio appena sveglia, e lasciava che a guardare fosse tutto cio' che potesse superare le finestre del suo appartamento.
Gli occhi che le interessavano conoscevano orari, angolazioni e abitudini.
Gli altri godevano di uno spettacolo non preparato per loro. Ma non importava.
Passava le mattine ad incrociare i ferri, e quando finiva un gomitolo di lana, usava la propria per gioco.
Succedeva quindi che a cavalcioni sulla sedia, si tormentava il clitoride con la punta per poi con l'intera lunghezza suonarlo come un'archetto su una corda di violino.
I gementi assoli accompagnavano una silenziosa e vibrante melodia.
Rapidi movimenti delle tende antistanti, nascoste ( a seconda dell'ora ) dal riflesso del sole sui vetri, tradivano spesso gli apprezzamenti del suo pubblico preferito, del suo pubblico proibito.
Capitava solo la mattina la possibilità di certe erotiche danze quando le mogli e la propria madre andavano al mercato per la quotidiana spesa.
Si sistemava a cucire, e offriva nell'unico modo possibile il proprio corpo all'anziano amante.
Avrebbe voluto averlo tra le mani, per sentire una potenza segnata dal tempo ma con il carisma e l'esperienza dovuta all'età.
Avrebbe voluto riempirne l'aria che respirava, e sarebbe riuscita a sopravvivere respirando solo il suo membro eretto e pulsante.
Avrebbe sentito le sue grandi e nodose mani tra i suoi capelli, dettandole il ritmo e comunicandole il piacere provato.
Avrebbe bevuto da assetata alla fonte della vita, innamorata persa di chi l'aveva resa donna in barba alle logiche di paese.
Avrebbe.. ma non poteva, ma la madre avrebbe visto soltanto un maglione per il freddo inverno.
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